Gli impressionisti sono stati criticati al loro tempo a causa del loro stile innovativo che rompeva con le convenzioni artistiche tradizionali, in particolare per quanto riguarda la tecnica pittorica, la rappresentazione dei soggetti e la composizione delle opere.
Gli impressionisti non hanno affatto seguito le regole classiche insegnate dalle scuole d'arte dell'epoca. Normalmente, gli artisti dovevano rispettare regole precise: una pittura liscia e nitida, molto dettagliata, temi storici, religiosi o mitologici, insomma, serietà e nobiltà prima di tutto. Gli impressionisti, invece, hanno infranto queste regole classiche preferendo colpi di pennello rapidi, visibili e un modo di dipingere molto spontaneo. Il loro approccio era iper libero, senza cercare di rappresentare precisamente la realtà, dando piuttosto spazio alle loro sensazioni personali: ciò ha scioccato parecchie persone. Si rimproverava loro di mancare di serietà, di non rispettare le proporzioni esatte o di essere semplicemente scarsi tecnicamente. In sostanza, mandavano a quel paese la tradizione e, ovviamente, ciò non è piaciuto a tutti.
Gli impressionisti abbandonano i colori scuri e sobrii delle pitture tradizionali a favore di tonalità vivaci e luminose, spesso messe una accanto all'altra senza mescolamento preventivo. A distanza, i colori si fondono nell'occhio per ricreare una sensazione luminosa naturale: è ciò che si chiama miscelazione ottica. Usano anche ombre colorate, lontane dal nero e dal grigio abituali, il che sorprende profondamente il loro pubblico. Giocando con tocchi rapidi, leggeri e vibranti, cercano soprattutto di catturare l'effetto effimero del sole, dei riflessi nell'acqua o dell'atmosfera circostante. Questa scelta radicale contrasta così tanto con le abitudini accademiche che molti considerano queste opere stridenti o artificiali.
I pittori impressionisti hanno sorpreso e deluso perché dipingevano la vita quotidiana senza idealizzarla né abbellirla. A differenza dei soggetti nobili e eroici tradizionali, rappresentavano scene molto semplici: momenti in un caffè, passeggiate in un parco, una stazione affollata o anche donne che si pettinano tranquillamente a casa. Queste scelte sono sembrate banali o insignificanti agli occhi di molti critici dell'epoca, abituati a vedere piuttosto scene storiche, mitologiche o religiose. Il loro interesse per la vita ordinaria ha scioccato alcuni spiriti conservatori, che consideravano queste opere come prive di ambizione artistica o troppo triviali per essere degne di interesse in esposizioni ufficiali. Eppure, oggi si comprende che questi soggetti così detti insignificanti erano in realtà un modo coraggioso di mostrare la bellezza dell'istante presente, del quotidiano e dell'autenticità.
Gli impressionisti utilizzavano spesso tratti veloci, visibili e spontanei, il che dava l'impressione ai loro contemporanei che i quadri fossero fatti in fretta o incompleti. Il pubblico, abituato a una pittura accuratamente levigata e perfettamente dettagliata, faticava ad apprezzare queste opere piene di pennellate apparenti e talvolta disordinate. Alcuni critici parlavano addirittura di tele dipinte di fretta, paragonando i loro quadri a bozzetti o schizzi preparatori piuttosto che a opere serie finite. Il tocco impressionista, leggero, rapido e sfocato, disorientava molti all'epoca, poiché infrangeva completamente quello che era considerato il "vero" saper fare artistico.
Ai loro tempi, i pittori impressionisti sono stati seriamente maltrattati dalla stampa e dal pubblico. Le loro esposizioni erano viste come una sorta di provocazioni artistiche. Ciò che dipingevano sembrava strano, inusuale, addirittura fallito agli occhi di un pubblico abituato ai quadri realistici e accuratamente rifiniti dell'epoca. Alcuni critici si prendevano apertamente gioco di loro, dicendo che le loro opere assomigliavano a bozze, croste o disegni di bambini. Il termine stesso « impressionista » deriva da un critico, Louis Leroy, che voleva deridere il quadro di Monet intitolato « Impression, soleil levant ». Questi artisti erano anche accusati di mancanza di serietà e di tecnica, tanto da essere spesso esclusi dalle grandi esposizioni ufficiali e dai Saloni accademici. Non era affatto facile per loro.
Il termine 'impressionismo' deriva da un dipinto di Claude Monet intitolato 'Impression, soleil levant', esposto durante una mostra nel 1874. Questo nome era originariamente usato come una critica derisoria dal giornalista Louis Leroy prima di essere adottato dagli artisti stessi.
Il Salone ufficiale di Parigi, importante istituzione artistica dell'epoca, rifiutava regolarmente le opere impressioniste, spingendo così gli artisti interessati a organizzare autonomamente la loro propria esposizione indipendente già dal 1874.
Gli artisti impressionisti hanno spesso dipinto en plein air (chiamata pittura 'sul motivo'), una pratica inusuale per l'epoca in cui i pittori realizzavano principalmente le loro opere in atelier seguendo regole rigide di rappresentazione.
Malgrado la forte ostilità iniziale nei confronti degli impressionisti, alcuni critici e collezionisti come Paul Durand-Ruel hanno riconosciuto molto presto il loro talento, sostenendo attivamente questi artisti e contribuendo alla loro futura fama.
Le critiche accademiche rifiutavano frequentemente le scene della vita quotidiana, come le passeggiate, i caffè o i paesaggi urbani che gli Impressionisti amavano, considerandole troppo ordinarie o insignificanti.
La fotografia riproduceva fedelmente la realtà, il che spingeva i pittori impressionisti a rappresentare maggiormente le loro impressioni personali piuttosto che un realismo rigoroso, causando incomprensioni e critiche negative all'epoca.
Le accademie rimproveravano ai pittori impressionisti di utilizzare colori vivaci e non convenzionali, spesso applicati direttamente in tocchi distinti, considerandolo sgradevole e contrario alle regole estetiche stabilite.
Malgrado un inizio difficile, il pubblico ha progressivamente apprezzato l'approccio innovativo degli impressionisti, riconoscendo la bellezza della loro studio spontaneo della luce e la modernità dei loro temi, portando a una completa riabilitazione nel tempo.
Parce che i pittori impressionisti utilizzavano una tecnica rapida e colpi di pennello visibili, in forte contrasto con la precisione e la finitura dettagliata richieste dall'arte accademica tradizionale.

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